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Sai perché amo i musei?
Perché vige la regola del “guardare ma non toccare”, ammirare senza superare una linea.
Perché in fondo non serve toccare per amare.
Perché l’amore più bello è fatto di occhi, sentimenti, connessioni.
Io vorrei essere un museo:
Esporre la mia anima e tenere nascosto il mio corpo.
Avere guardie che evitino che io venga violata da mani sporche, mani che sventrano l’anima per arrivare al guscio vuoto del corpo.
Un corpo che ha imparato a farsi usare sperando che qualcuno trovasse la fessura del cuore.
E spesso l’hanno trovata.
E l’hanno trovata proprio perché il cuore gli ha messo in pasto il suo corpo per farsi trovare, per ricevere anche lui quelle carezze, che poi in realtà erano schiaffi.
E finiva annientato mentre al suo involucro venivano fatte cose che lui non avrebbe voluto.
Stuprato del suo valore.
Eppure quel cuore è così stupido da non arrendersi, da continuare a illudersi che questa volta sia diversa, che sia quella giusta, che sia amore.
Povero idiota.
Come vorrei riuscire ad ascoltare l’allarme del cervello che dice: “Verrai ferita di nuovo”, ma non so come. Quel piccolo idiota persiste a spegnerlo prima che possa capirlo.
Forse, in fondo, l’amore non esiste.
Se viene sporcata un’opera di Van Gogh, non vedo come non possa succedere a me